Ricercatori canadesi hanno individuato cinque sostanze che combattono i radicali liberi e quindi anche l’invecchiamento ed i tumori sono abbondanti specialmente nella buccia

Il segreto della mela sta negli antiossidanti

UNA mela al giorno to­glie il medico di tor­no, recita un vecchio detto popolare. Po­trebbe essere stato proprio que­sto modo di dire a indurre un gruppo di ricercatori canadesi (caor@agr.gc.ca) a cercare i componenti della mela che ne determinano l’utilità alimenta­re. Studi epidemiologici svolti alla Cornell University di Ithaca (NY) hanno ripetutamente dimo­strato che il consumo regolare di frutta e di ortaggi è correlato con la riduzione di rischio di malattie vascolari e del tumore. Secondo la Health Organisation americana, il consumo giornaliero di frutta e di ortaggi do­vrebbe essere pari a 400 gram­mi complessivi. Le mele in parti­colare agiscono positivamente nel caso del tumore della prosta­ta, del fegato, del colon e del polmone. Queste patologie sono causate da processi ossidativi, specie quelli dovuti a un ecces­so di radicali liberi. Si tratta di molecole instabili (alle quali, cioè, manca “qualche cosa”) pronte a reagire con altre mole­cole, in quanto dotate di un elettrone disponibile.

Tra le molte varietà prese in esame da uno studio, la Red Delicious si è rivelata la più dotata di fattori protettivi per la salute.

I radicali liberi reagiscono con qualsiasi struttura moleco­lare che incontrino. Veri killer delle strutture cellulari, inne­scando la morte delle cellule, sono coinvolti in tutte le malat­tie degenerative, nell’invecchia­mento e nel cancro. Gli agenti antiossidanti riportano l’equili­brio chimico nei radicali liberi grazie alla possibilità di fornire loro gli elettroni di cui sono trivi. L’organismo umano si di­fende naturalmente dai radicali liberi producendo degli antiossi­danti, ma superata una certa soglia, è necessario un apporto esterno. La fonte principale di antiossidanti è l’alimentazione a base di frutta e di ortaggi.

La mela possiede cinque gruppi di antiossidanti di cui i polifenoli sono i principali. Fi­nora era stata studiata solo la quercitina, con i suoi derivati, in vari esperimenti in vivo. Tuttavia si è compreso che questo non era sufficiente e che poteva portare ad un quadro non completo falsando i risulta­ti e generando conclusioni non corrette. Quindi estratti di epi­dermide e di polpa di otto diverse varietà di mele (Red Delicious, Mclntosh, Cortland, Northern Spy, Ida Red, Golden Delicious, Mutsu ed Empire) sono stati analizzati usando differenti metodologie al fine di comprendere la correlazione tra l’attività antiossidante e la concentrazione totale e indivi­duale di fenoli. Si è scoperto che i polifenoli sono presenti nella buccia del frutto in quantità 5 volte superiore rispetto alla pol­pa e che i polifenoli sono soprat­tutto l’epicatechina, la cianidina e la procianidina B2. La varietà Red Delicious, molto popolare in Italia, ha la più alta attività antiossidante nella buc­cia rispetto alla polpa, mentre la più bassa si è osservata nella varietà Empire. Questi risultati sono stati confermati da altri ricercatori.

In Nuova Zelanda un gruppo di studiosi ha cercato di valuta­re quali fattori determinino una maggiore concentrazione di an­tiossidanti nelle mele. È risulta­to che le antocianine aumenta­no nell’epidermide (buccia n.d.r.) per effetto delle basse temperature nottur­ne e di elevati livelli di ore di insolazione durante la fase di maturazione. Quindi, oltre natu­ralmente alla varietà, i parame­tri ambientali vanno tenuti in attenta considerazione. In que­sto paese si prevede che il consumo di mele aumenti nel caso di alcune varietà fino a raddoppiare, che ci possa essere un cambiamento nella scelta delle varietà e si ritiene soprat­tutto che il prodotto provenien­te da alcune zone possa essere privilegiato proprio alla luce di questi risultati.

In Italia questa tematica è stata affrontata da un gruppo di ricerca di Padova (adelio.ngo@unipd.it) che ritiene che la forte capacità antiossidante della me­la sia legata alla quantità di proantocianidine capaci di pro­teggere direttamente l’apparato digerente. Considerando la pre­senza di questi composti nelle mele e l’impatto forse importan­te di questi frutti sulla salute umana, i ricercatori padovani ritengono che sarebbe assai inte­ressante conoscere il meccani­smo di protezione mediato dalle proantocianidine delle mele. Queste ricerche orienteranno anche i miglioratori genetici nel loro lavoro.

di Elena Accati – Università di Torino

Fonte scientifica: PMID:14518966

 

«Una mela al giorno toglie il medico di torno»: forse il detto popolare ha un buon fondamento.

 

In uno studio canadese la Red Delicious si è rivelata la più dotata di fattori protettivi per la salute.